Perché lo scontro tra Gunther e Nick Aldis è il match che tutti aspettano
Il panorama della WWE verso SummerSlam ha subito una scossa improvvisa e brutale, spostando l’attenzione dai titoli mondiali a una questione molto più personale. Quello che inizialmente sembrava il classico attrito tra un lottatore dominante e un dirigente troppo rigoroso è degenerato in una faida che potrebbe inserirsi nella card dell’evento più importante dell’estate a Minneapolis.

Foto: Brutus Magnus 2 di Simon, licenza CC BY 2.0
La scintilla di Riyadh
La situazione è precipitata definitivamente il 27 giugno scorso, durante Night of Champions in Arabia Saudita. Gunther, impegnato nel Triple Threat per il titolo Undisputed contro Cody Rhodes e Sami Zayn, è rimasto a guardare mentre Zayn strappava la cintura a Rhodes con uno schienamento improvviso. La reazione del “Ring General” non si è fatta attendere… nel backstage, Gunther ha cercato Nick Aldis con intenzioni tutt’altro che pacifiche.
Le accuse mosse al General Manager di SmackDown sono pesanti. Gunther ritiene che le decisioni di booking di Aldis siano state studiate a tavolino per sabotarlo, citando non solo l’esito di Riyadh ma anche il finale controverso del suo match contro Rhodes a Clash in Italy. Definire Aldis un “wrestler fallito” è stato l’insulto che ha rotto gli argini, portando i due a uno scontro fisico fermato a stento dallo staff della federazione.
Va detto, per completezza, che non si tratta di un episodio isolato: i due erano già ai ferri corti da quando Gunther era approdato nel roster di SmackDown, proprio a causa delle scelte di booking di Aldis sul percorso titolato. Riyadh è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, non l’inizio della tensione.
Un manager con un passato ingombrante
Il motivo per cui questa rivalità risuona così forte nel cuore degli appassionati risiede nell’identità di Nick Aldis. A differenza di altri dirigenti, Aldis non è un semplice “uomo in giacca e cravatta”. Il suo curriculum parla chiaro: due volte campione mondiale NWA, protagonista di una difesa storica contro lo stesso Cody Rhodes nel primo All In (difesa che perse, salvo poi riconquistare il titolo in un evento NWA successivo) e campione del mondo in TNA (oltre a due regni come campione di coppia nella stessa compagnia). È anche il marito di una leggenda del wrestling femminile, Mickie James, dettaglio che la WWE potrebbe sfruttare come ulteriore gancio narrativo.
Sebbene non abbia mai combattuto su un ring della WWE dal suo arrivo nel 2023, Aldis non si è mai ufficialmente ritirato: il suo ultimo incontro documentato risale all’agosto 2023 in Impact Wrestling, perso contro Eric Young, appena prima di passare al ruolo di General Manager.
Questa consapevolezza ha alimentato mesi di speculazioni. Molti osservatori, tra cui Dave Meltzer, hanno sottolineato come la stazza e il carisma di Aldis abbiano sempre suggerito la possibilità di un ritorno all’azione, a differenza di quanto accadeva con figure come Adam Pearce.
Nello specifico, Meltzer ha dichiarato a Wrestling Observer Radio di ritenere probabile che i due si affrontino proprio a SummerSlam. Bryan Alvarez, sullo stesso programma, ha aggiunto che la mossa avrebbe perfettamente senso dal punto di vista narrativo: il congedo amministrativo rimuove Aldis dal suo ruolo di autorità, eliminando il potenziale conflitto di interessi e aprendogli la strada per tornare a essere un lottatore a tutti gli effetti.
La ricostruzione di un predatore
Per Gunther, questo match rappresenta un’occasione cruciale per resettare la sua immagine dopo alcune sconfitte pesanti che ne hanno scalfito l’aura di invincibilità. Invece di rincorrere immediatamente un altro titolo, la federazione sembra intenzionata a consolidare il suo nuovo personaggio: quello del “Career Killer”.
Gunther ha già messo fine, dal punto di vista della trama, alle carriere di icone come John Cena e Goldberg nel corso del 2025, ripetendo l’operazione anche con AJ Styles a inizio 2026; affrontare Nick Aldis in quello che molti ipotizzano possa essere il match d’addio di quest’ultimo completerebbe questa inquietante trasformazione.
Sfidare il divieto: verso Minneapolis
Gli ultimi sviluppi non fanno che confermare l’inevitabilità dello scontro. Nonostante la sospensione e le indagini interne, entrambi si sono presentati alla puntata di Raw del 6 luglio a Chicago, sfidando apertamente gli ordini della dirigenza e scontrandosi di nuovo verbalmente. Anche se la card ufficiale di SummerSlam è ancora in divenire e CBS Sports elenca una possibile rivincita contro Sami Zayn come alternativa per Gunther, l’intensità della faida con Aldis suggerisce che la WWE abbia tra le mani un programma molto più redditizio e atteso dai fan.
Va detto con chiarezza, per correttezza verso i lettori, che al momento non esiste alcun annuncio ufficiale della WWE: quanto scritto finora si basa su rumor e ricostruzioni di insider (Meltzer, Alvarez, WrestleVotes/Fightful), per quanto convergenti e autorevoli. Diverse testate, tra cui Wrestling-World.com, ribadiscono che si tratta ancora di speculazione, non di un piano confermato.
Nick Aldis ha sempre avuto la sensazione di dover lottare in questa compagnia, e Gunther sembra essere l’unico uomo capace di costringerlo a togliersi la giacca per tornare a fare ciò che gli riesce meglio. SummerSlam potrebbe essere il teatro della fine di una carriera o della nascita definitiva del mostro più spietato della WWE moderna.
