Perché Cody Rhodes vs Randy Orton è la scelta giusta per WrestleMania 42
Randy Orton si è aggiudicato l’Elimination Chamber 2026, Cody Rhodes ha riconquistato l’Undisputed WWE Championship nella puntata di SmackDown del 6 marzo. A WrestleMania 42, in uno dei due main event dell’evento, li vedremo scontrarsi con in palio il titolo. Attorno a questa scelta creativa ci sono stati dubbi e polemiche da parte dei fan, è vero, ma alla fine mi sono convinto che questo match sarà il più giusto da mettere in scena a Las Vegas ad aprile.

Photo: Cody Rhodes after his Title win, Wrestlemania XL (cropped image), © Diego Serrano, 2024 — CC 2.0, via Wikimedia Commons.
Cody Rhodes vs Randy Orton: una storia da WrestleMania che si scrive da sola
Chiariamo subito una cosa: anche io non sono contento di vedere Drew McIntyre essere privato del titolo così, quasi all’improvviso, durante uno show post Elimination Chamber che aveva sancito il suo avversario a WrestleMania 42. Lo scozzese è uno dei miei heel preferiti, nonché uno dei wrestler che in ring riescono a mio parere a regalare più emozioni. Ho avuto il piacere di assistere alla nascita del suo regno titolato a Berlino, a inizio 2026, dopo uno storico Three Stages of Hell che non si vedeva da più di dieci anni in WWE. Eppure, all’amarezza provata dopo aver visto l’American Nightmare riconquistare il titolo circa due mesi dopo, si è subito sostituita una parte più analitica di me: quella che voleva assolutamente vedere Cody Rhodes vs Randy Orton in un main event di WrestleMania.
Perché la storia tra i due figli d’arte si scrive praticamente da sola, specialmente a questo punto della loro carriera. Ci sono tutti i trascorsi legati alla Legacy, ma soprattutto c’è l’amplificazione dei loro rapporti nati in quel periodo che si è concretizzata in questi ultimi anni di WWE. Dal ritorno nella federazione di Stamford di Cody Rhodes, dove il figlio di Dustin ha cercato di finire la sua storia, Randy Orton è sempre stata una figura presente, quasi un mentore. L’American Nightmare ha sempre avuto il suo supporto incondizionato in tutto, tant’è che è proprio Orton a trainarlo nei festeggiamenti post WrestleMania 40, dopo aver battuto Roman Reigns.
Randy Orton si è fin qui sempre comportato come il fratello maggiore pronto a supportare il più giovane della famiglia, su cui sono riposte tutte le speranze. Al tempo stesso, però, il 14 volte campione del mondo WWE sa qual è il suo valore, sa che può essere ancora il top dell’industria e che quel titolo ultimamente fin troppo spesso rimasto alla vita di Cody, in fondo, può essere anche suo. La Vipera brama quella cintura da diverso tempo, ma ha sempre provato a spegnere le sue “voci”. Le aveva messe a tacere anche dopo Night of Champions 2025, quando ha perso in modo controverso contro il suo stesso amico la finale del King of the Ring. Ma a Elimination Chamber 2026, evidentemente, sono diventate incontrollabili. La voglia di tornare campione sta superando quella di essere un buon amico.
Drew McIntyre meritava sicuramente un epilogo differente, probabilmente meritava proprio un regno diverso. Un po’ più lungo, con difese più interessanti e importanti. Ma lo status dello scozzese non verrà abbattuto facilmente, nemmeno da una sconfitta contro Cody Rhodes a un mese da WrestleMania 42. Il Grandaddy of Them All, però, aveva bisogno di una notte in cui questi due possano diventare protagonisti assoluti scontrandosi nel main event. Sono Michael Jordan e Kobe Bryant che si affrontano, Rafa Nadal contro Carlos Alcaraz o Apollo Creed contro Rocky Balboa, per chi preferisce la metafora cinematografica. Amici, protettore e allievo, che potrebbero restare nell’immutabile rispetto mostrando gli artigli, oppure potrebbero sfociare in un tradimento pur di ottenere il successo.
L’attesa per il turn heel è esso stesso il turn heel
Perché sono mesi, se non addirittura anni, che si vocifera di un possibile turn heel di uno dei due. Cody Rhodes, dalla rivalità con Drew McIntyre, ha atteggiamenti sempre più borderline, orientati al voler essere campione a ogni costo piuttosto che all’essere un eroe impeccabile. Randy Orton è uno degli heel più iconici della storia della WWE, ma è da diverso tempo che non incarna i panni del cattivo nonostante resti pur sempre “la vipera” del ring.
Nelle ultime settimane, questa loro figura a metà tra il buono con il pubblico e, decisamente meno buono con gli avversari, si fa sempre più intensa. Cody e Randy sguazzano in quel grigiore che c’è tra heel e face, ma questa volta sembra davvero impossibile che uno dei due non faccia il passo verso il turn. Elimination Chamber 2026, con quelle inquadrature finali, ha probabilmente gettato i primi indizi.
Sarà l’ossessione per il titolo, presumibilmente, a far collassare la stoicità di uno dei due. E probabilmente, sarà proprio chi effettuerà questo turn heel a portarsi a casa l’Undisputed WWE Championship nella notte di Las Vegas, a WrestleMania 42. Randy Orton, a mio parere, è l’uomo che ripasserà al lato oscuro del wrestling, complice anche il lavoro che Aleister Black potrebbe fare su di lui in queste settimane. Un turn per Cody, infatti, potrebbe essere ancora prematuro: è il volto della compagnia, amato da milioni di ragazzini. Ma non scordiamoci che Triple H e il suo team creativo ci hanno spesso abituato a sorprese inaspettate. A WrestleMania 42, dunque, può succedere tutto. Questa volta, però, ciò che accadrà a Las Vegas non è destinato a restare solo a Las Vegas.
