SmackDown, report della puntata del 20 marzo 2026
A quattro settimane da WrestleMania 42, SmackDown passa da Raleigh e consegna una puntata nervosa, piena di scontri che sembrano già fuori controllo. Il Lenovo Center accompagna la serata con oltre tredicimila spettatori e il clima giusto per uno show che, più che mettere ordine, allarga le crepe un po’ ovunque.
Il filo rosso della notte è chiaro fin dall’inizio: Randy Orton, fresco di turn heel, si avvicina al match con Cody Rhodes lasciandosi divorare sempre di più dalla parte più feroce di sé, Drew Mcintyre e Jacob Fatu trasformano la puntata in una rissa senza tregua, mentre attorno ai titoli di coppia e alla scena femminile si muovono interferenze, alleanze e nuovi fronti.
Drew McIntyre e Jacob Fatu lottano senza sosta
La serata si apre nel backstage: Drew McIntyre trova Jacob Fatu e lo attacca senza preavviso, facendolo sanguinare. È un’aggressione brutale e premeditata, il tipo di gesto che McIntyre ha deciso di compiere da quando la sua strada verso WrestleMania gli è stata sbarrata.
Quando McIntyre sale sul ring per parlare al pubblico, rivendica il suo posto nel main event di WrestleMania come qualcosa che gli è stato sottratto. «Il posto dove dovrei combattere è il main event di WrestleMania. E tu me lo hai tolto», dice rivolgendosi idealmente a Fatu. La dirigenza prova a contenere la situazione, gli viene ricordato che il suo comportamento è quello di qualcuno che sabota sé stesso ad ogni opportunità, che ha avuto tutto il necessario per arrivare in cima e ha continuato a buttarlo via. McIntyre risponde sfidando apertamente la società a licenziarlo, e quando gli viene detto che l’unica direzione verso cui è diretto è la disoccupazione, lui ride. «Ti sfido. Ti sfido a farlo».
Fatu non aspetta la fine del discorso. Torna sul ring nonostante le ferite, si scaglia su McIntyre e lo scaraventa violentemente sul tavolo dei commentatori. I due continuano a combattersi per corridoi e backstage per tutta la durata della puntata, con il personale di sicurezza che prova a separarli ogni volta con scarso successo.
Damian Priest e R-Truth conquistano i titoli di coppia nel caos dei Wyatt Sick6
Il primo grande risultato di serata arriva nella corsa ai WWE Tag Team Championship. Damian Priest e R-Truth sfidano Tama Tonga e JC Mateo in un match che parte con i campioni più ordinati e affilati nelle fasi di coppia, mentre Priest e Truth provano a reggere il ritmo alternando potenza ed esperienza.
La partita cambia più volte. Mateo riesce anche a uscire da una STF di Truth trascinando sé stesso e l’avversario fino alle corde, mentre all’esterno la presenza di Solo Sikoa e del resto del gruppo continua a pesare sugli equilibri. A complicare tutto arrivano però i Wyatt Sick6, che irrompono per andare dritti contro i loro rivali e riprendersi la lanterna ancora in possesso di Solo.
Nel mezzo della confusione, i campioni perdono il controllo del match. Priest abbatte Tama Tonga, Truth trova l’apertura giusta e chiude con l’AA che vale il conto di tre. Damian Priest e R-Truth diventano i nuovi WWE Tag Team Champions, mentre gli MFT escono sì con la lanterna ancora tra le mani, ma senza più le cinture.
Solo Sikoa perde i titoli e il suo gruppo comincia a sgretolarsi
La sconfitta costa molto più dei soli titoli. Nel backstage Solo Sikoa scarica la rabbia sui suoi, accusandoli apertamente di aver fallito e di aver compromesso anche il cammino verso WrestleMania. Tama Tonga prova a difendersi e a spostare le responsabilità sui Wyatt, ma il confronto degenera subito.
Tama invita Solo a restituire la lanterna ai Wyatt Sick6 e gli fa notare che non sembra più sé stesso. Poi aggiunge la frase che scatena il finimondo: gli dice che sta iniziando a somigliare a Roman. È l’innesco per un’altra rissa, i due vengono a malapena separati, e il futuro della Bloodline, o ciò che ne resta, sembra più instabile che mai.
Sami Zayn comincia a stancarsi di fare sempre la cosa giusta
Uno dei passaggi più interessanti della puntata passa da Sami Zayn. In un segmento parlato, Sami ammette apertamente che forse comportarsi bene, fare tutto nel modo giusto e restare fedele a una certa idea di sé non basta più, soprattutto se il risultato è continuare a restare senza titoli.
A raggiungerlo c’è Trick Williams, e tra i due il confronto prende subito un tono ruvido. Non è ancora il momento dello scontro fisico, ma il battibecco serve a preparare il terreno per ciò che succederà più tardi e per un Sami sempre più frustrato.
I Motor City Machine Guns superano i Fraxiom con l’aiuto di Candice LeRae
Sul piano del wrestling di coppia, SmackDown mette in scena una sfida di alto ritmo tra Motor City Machine Guns e Fraxiom. Nathan Frazer e Axiom partono forte, trovano combinazioni rapidissime e sembrano a un passo dalla vittoria in più di un’occasione, ma Shelley e Sabin resistono e restano attaccati al match con tutta la loro esperienza.
La contesa si porta dietro anche gli strascichi delle ultime settimane, con Sabin che aveva chiesto a Shelley di dimostrare fino in fondo quanto fosse ancora legato al progetto MCMG. Proprio quando il match entra nella sua fase decisiva compare Candice LeRae sulla rampa. La sua presenza basta a creare una distrazione, ma il vero punto arriva nei secondi finali, quando colpisce Nathan Frazer senza che l’arbitro se ne accorga.
L’interferenza apre la porta alla chiusura dei Machine Guns, che si prendono la vittoria in un match molto tirato. Il risultato rimette in carreggiata la coppia, ma allo stesso tempo aggiunge un altro elemento esterno a una divisione già parecchio affollata.
Randy Orton e le voci: «Batterò Cody Rhodes a WrestleMania»
Randy Orton sale sul ring a Raleigh e spiega il percorso che lo ha portato fin qui. Dice che dopo aver vinto l’Elimination Chamber stava puntando a Drew McIntyre, sapeva di poter essere chi doveva essere per batterlo. Poi Cody Rhodes ha battuto McIntyre e ha preso il titolo, e Orton non era sicuro di poter essere chi doveva essere per battere Cody. «Amo Cody come un fratello. E lo amo ancora».
Ma la settimana scorsa, dice Orton, Cody gli ha tolto quel peso dalle spalle. Gli ha detto di essere la migliore versione di sé stesso, non per i fan, non per Cody, ma per sé. Gli ha detto di essere The Viper, di ascoltare le voci. Ed è lì che qualcosa si è sbloccato. Orton non pensa più all’amore del pubblico, non è più trattenuto dall’affetto o dalla lealtà. Pensa al numero quindici, al titolo. E le voci glielo confermano… Randy Orton vs Cody Rhodes finirà con la vittoria del primo per il WWE Championship nel main event di WrestleMania.
Aleister Black batte Sami Zayn e Trick Williams lascia il segno
Quando Sami torna sul ring contro Aleister Black, la sua frustrazione è già evidente. Il match è combattuto, con Zayn capace di ritrovare a tratti il suo vecchio spirito battagliero: scaraventa Black contro le barriere, trova l’Exploder into the corner e costruisce il terreno per l’Helluva Kick.
Aleister, però, non gli concede mai davvero il controllo totale. Nella fase calda del match Trick Williams continua a farsi sentire da bordoring e finisce per pesare sulla concentrazione di Sami. Zayn perde la testa, va a cercarlo, viene trascinato fuori dal proprio focus e, nel momento in cui rientra nel match con le emozioni ormai scoperte, Black lo spegne con la Black Mass.
La vittoria va ad Aleister Black, ma il dato più importante riguarda Sami. Il dubbio espresso prima in puntata adesso ha una forma più concreta: il confine tra restare sé stesso e cambiare pelle si sta facendo sempre più sottile.
Jade Cargill chiama Rhea Ripley, poi la fa massacrare da Michin e B-Fab
La scena femminile vive uno dei suoi segmenti più pesanti quando Jade Cargill prende il microfono e si rivolge a Rhea Ripley. Jade dice chiaramente di non aver bisogno del titolo per sentirsi importante, anzi sostiene che sia il titolo ad avere bisogno di lei. Spiega di volere comunque quella cintura e di aver già concesso a Rhea un grande match per WrestleMania, chiudendo il discorso con un tono apertamente provocatorio.
Ripley non si tira indietro e la invita a passare dalle parole ai fatti. Jade, però, si ferma prima dello scontro diretto e le dice che succederà ai suoi tempi. A quel punto il segmento prende una piega diversa: arrivano Michin e B-Fab con i kendo stick in mano. Per un attimo sembra che il bersaglio debba essere Jade, con cui hanno conti aperti da mesi, ma in realtà il piano è un altro.
Le due circondano il ring e poi si scagliano contro Rhea Ripley. Jade resta a guardare e ride mentre Michin e B-Fab pestano la campionessa. Il segmento si chiude con Rhea immobilizzata per la Jaded, e con il messaggio più netto possibile: a WrestleMania la campionessa non avrà davanti una sola sfidante, ma un contesto molto più ostile di quanto pensasse.
Jelly Roll prova a salvare Randy Orton
In mezzo a una puntata in cui tutti sembrano andare verso il peggio, Jelly Roll prova a essere la voce che richiama Randy Orton indietro. Lo avvicina nel backstage, gli chiede scusa per quanto successo la settimana prima e soprattutto gli parla come a un amico, non come a una leggenda del business.
Gli ricorda il lavoro fatto per cambiare, il peso che ha per chiunque passi da quei corridoi, il valore dell’uomo oltre il wrestler e oltre il titolo. Gli dice che soldi e cinture vanno e vengono, mentre famiglia e persone care restano. Randy ascolta, sembra persino vacillare, e alla fine chiede come possa rimediare almeno a quanto successo con Matt Cardona. Jelly gli suggerisce di partire da lì, di fare la cosa giusta.
Jelly Roll e Kit Wilson passano dalle parole agli schiaffi
Più tardi, sul ring, Kit Wilson e Jelly Roll si sfidano in una battaglia di slam poetry (d’altronde Kit non è nuovo alle poesie). Kit arriva con un libro preparato e lancia versi costruiti attorno agli insulti fisici e al passato di Jelly Roll (i tatuaggi sul viso, la storia criminale, il peso, l’Ozempic…). Il pubblico rimane in silenzio per le strofe di Wilson, poi Jelly Roll risponde a braccio, senza libro, e porta la sua risposta molto più in basso di quanto Wilson avesse previsto. Il pubblico è in fermento. Wilson non regge l’umiliazione e perde il controllo: aggredisce Jelly Roll alle spalle, lo stende con una serie di colpi e chiude con un corkscrew elbow volante dalla terza corda.
Carmelo Hayes resiste a Ilja Dragunov e salva il titolo degli Stati Uniti
Sul fronte del titolo degli Stati Uniti, Carmelo Hayes mette sul piatto una difesa vera contro Ilja Dragunov. Il match è tiratissimo, duro, fatto di ribaltamenti continui e di un lavoro insistito alle costole che accompagna quasi tutta la seconda metà dell’incontro.
Dragunov trova i suoi soliti picchi di furia e arriva più volte vicino alla vittoria. Hayes, però, continua a restare vivo nei momenti in cui sembrerebbe già finita. Ilja sfiora il colpo decisivo con il Torpedo Moscow, poi prova ad aggiungere ancora qualcosa per chiudere davvero i conti, ma proprio lì Carmelo trova l’uscita.
Nel finale è Hayes a sfruttare l’ultimo spiraglio utile, chiudendo con un repentino sunset flip che gli consegna il tre count e la difesa del titolo.
Irresistible Force battono le Bella Twins
Nella parte finale della serata spazio anche ai WWE Women’s Tag Team Championship, con le Irresistible Forces chiamate a difendersi dalle Bella Twins. Il match vive sul contrasto tra la mobilità delle sfidanti e la stazza devastante delle campionesse. Brie ha una buona fiammata con il Brie Mode e le Yes Kicks, Nikki entra bene nel match e per qualche minuto la sensazione è che l’upset possa davvero prendere forma.
Le campionesse però riprendono il controllo. Quando il match entra nella fase clou, la situazione deraglia per colpa degli innesti esterni: Charlotte Flair entra nella bagarre e finisce per colpire Nia Jax mentre questa stava preparando un intervento con la cintura, salvo poi contribuire involontariamente a far saltare la chance delle Bella. Poco dopo arriva anche Alexa Bliss e la scena si trasforma in una rissa allargata.
Alla fine le Irresistible Forces restano campionesse, ma il vero risultato è il caos totale nella divisione. Campionesse, Bellas, Charlotte e Alexa finiscono tutte coinvolte nello stesso groviglio.
Randy Orton finge di chiedere scusa a Matt Cardona
Il segmento finale è quello che chiude davvero la puntata e la lascia con un’immagine pesantissima. Randy Orton chiama Matt Cardona sul ring e gli porge le proprie scuse. Gli dice che gli action figure sono una cosa figa, che giocare ai videogiochi non è un problema, che si conoscono da vent’anni e che gli dispiace davvero per come l’ha trattato nel backstage. Aggiunge perfino di dover chiedere scusa anche a Cody, la settimana prossima.
Cardona sembra credergli. I due si abbracciano. E proprio lì Orton scopre subito il bluff: colpisce Matt nelle parti basse, lo scaraventa fuori dal ring e inizia a massacrarlo sotto gli occhi di arbitri, security e pubblico. La scena richiama volutamente quanto visto con Cody, ma qui Randy va ancora oltre.
Dopo un primo assalto contro i gradoni e una momentanea separazione, Orton torna infatti all’attacco e prende il braccio sinistro di Cardona nella sedia d’acciaio, spezzandoglielo davanti a tutti. Gli official provano a fermarlo, Randy finge per un attimo di calmarsi, poi riparte ancora.
SmackDown chiude nel caos
Quando sembra che la puntata possa finire soltanto con l’immagine di Cardona distrutto e Randy Orton finalmente contenuto dagli ufficiali, sugli schermi dell’arena si apre un altro fronte. Jacob Fatu e Drew McIntyre stanno ancora lottando nel backstage, ormai finiti sopra una struttura metallica oltre una balaustra. Arbitri, security e addetti corrono sotto di loro nel tentativo disperato di fermarli.
La rissa non si spegne neppure lì. I due continuano a colpirsi in equilibrio precario fino a quando non precipitano entrambi di sotto, chiudendo SmackDown con un tonfo e l’ennesima immagine di caos assoluto. È il finale più giusto per una puntata che non sistema nulla, ma lascia tutti più esposti: Orton ormai cammina mano nella mano con le sue voci, Drew e Fatu non riescono a stare nello stesso edificio, la divisione di coppia cambia padroni e quella femminile si complica sempre di più.
